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Primo Congresso europeo di Psicoanalisi - Esiste la Salute mentale?
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Primo Congresso europeo di Psicoanalisi - Esiste la Salute mentale?
Primo Congresso europeo di Psicoanalisi - Esiste la Salute mentale?
Laddove la Salute mentale si mette al servizio dell’ordine pubblico[1], la psicoanalisi tenta di sistemare un posto per la “pazzia” di ciascuno. Laddove la Salute mentale tenta di standardizzare il desiderio allo scopo di incanalare il soggetto verso degli ideali comuni, la psicoanalisi sostiene una rivendicazione del diritto al “non essere uguale a tutti”[2]. Laddove la Salute mentale porta la traccia di una carità, la psicoanalisi, secondo la parola di Lacan, “scaritarizza” e allevia il soggetto dalla volontà dell’”Altro che ti vuole bene”. In effetti, piuttosto che dedicarsi a sobbarcarsi la miseria del mondo, lo psicoanalista cerca d’incarnare la causa del desiderio per il soggetto dell’inconscio[3].
Ma perché mettere in questione l’esistenza stessa della Salute mentale?
Perché l’andamento che prende l’uso di questo termine da alcuni decenni si trova correlato ad una diluzione preoccupante della clinica “psy”. In passato il confronto tra le discipline implicate nella Salute mentale era fonte di un dibattito rigoroso, i cui fondamenti scientifici erano reperibili. I protagonisti di questo dibattito non hanno smesso di affinare le loro osservazioni cliniche per dare fondamento ai loro argomenti.
Oggi questo dibattito si è spento. Avendo gli Stati fatto della Salute mentale un affare, è il coordinamento politico ed economico della sua azione che si trova in primo piano. Le figure che rappresentano l’Altro della Salute mentale spingono verso un consenso, laddove in passato esisteva un dibattito di scienziati[4]. Così il DSM, con lo scopo di evitare qualsiasi frizione, si vuole “a-teorico” e la sua redazione si misura in funzione di criteri statistici e dell’opinione pubblica. Certe università tentano di diluire la clinica delle sofferenze psichiche nel nebuloso “bio-psico-sociale”. La definizione che dà l’OMS della Salute mentale in termini di “promozione del benessere” e di “prevenzione dei disturbi mentali” estende la sua azione a tutti, senza distinzione.
Questo consenso crea una nebbia epistemica che allontana la Salute mentale dal reale della clinica. L’idea di un disturbo mentale che sarebbe oggettivabile e curabile scarta lo studio del sintomo che unisce il godimento particolare del soggetto con la sua verità. Il riferimento al “benessere” non è altro che una riduzione delle virtù raccomandate nel passato dai saggi per un igienismo che si dà delle apparenze scientifiche.
Sul terreno, questa indeterminatezza non è senza effetti. La valutazione, basata su dei questionari, parassita l’incontro clinico veicolato dalla parola e dal transfert. La nosografia psichiatrica si è trasformata in un continuum che cancella le differenze tra le sofferenze psichiche acute e la semplice condizione umana. Il mercato dei farmaci psicotropi approfitta senza dubbio di questa globalizzazione del campo di applicazione della Salute mentale, diventata un ideale da raggiungere. Le terapie cognitivo - comportamentali, che disprezzano il soggetto dell’inconscio, tentano di imporsi in nome di una gran efficacia dimostrata “scientificamente”.Ci troviamo davanti ad una dottrina clinica che pretende che il “disturbo mentale” sia affare di tutti, mentre l’inconscio non riguarda nessuno. Con tutto ciò, i casi che presentano una sofferenza acuta con un pericolo di passaggio all’atto superano lo sbarramento.
Numerosi professionisti in Europa resistono a questo movimento di diluzione e tengono all’orientamento psicoanalitico. Tutti i mezzi sono buoni per sommetterli alla liquidità epistemica ed etica che s’installa: l’appello al legislatore ed agli studi “scientifici” con lo scopo di screditare le loro formazioni e le loro pratiche e se questo non basta, la denigrazione se non addirittura la diffamazione.
In quanto aderenti alla psicoanalisi lacaniana, facciamo parte di questi professionisti. Non cediamo né sul nostro orientamento, né sul rigore clinico che essa esige. Però ci rammarichiamo delle devastazioni commesse in nome della Salute mentale che ci hanno privato di alcuni interlocutori seri. In questo modo, non rivendichiamo un consenso, rivendichiamo un dibattito. Da questo sorge la nostra domanda: che cosa significa oggi la Salute mentale? E inoltre: esiste?
Gil Caroz - Direttore di PIPOL 5
Eurofederazione di Psicoanalisi - (Traduzione: Brigitte Laffay)